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Il Vaticano ha disposto una visita apostolica nell’abbazia benedettina di Ettal, in Baviera, rispondendo a una richiesta dello stesso. È quanto viene annunciato dalla stampa tedesca e confermato dall’istituto. L’abbazia, come altre istituzioni religiose in Germania, è al centro dello scandalo di abusi sessuali commessi dai sacerdoti, che ha travolto la Chiesa locale a partire dallo scorso gennaio. Tutto è iniziato con denunce a carico di sacerdoti del Canisius college di Berlino, gestito dai gesuiti, ma ben presto la vicenda si è allargata ad altre scuole di ordini religiosi. Al momento si contano oltre 150 denunce. I vescovi tedeschi – che hanno da poco tenuto la loro assemblea generale – hanno chiesto pubblicamente perdono e hanno offerto la loro disponibilità a collaborare con la giustizia, oltre a mettere in campo apposite iniziative come l’istituzione di un apposito ufficio guidato da monsignor Stephan Ackermann, vescovo di Treviri.
Martedì scorso l’abbazia di Ettal è stata perquisita su ordine della magistratura di Monaco di Baviera, nell’ambito dell’inchiesta su possibili abusi sessuali sui giovani che hanno frequentato il collegio e la scuola. Un avvenimento che ha destato scalpore: dal dopoguerra non si ricorda una perquisizione a carico di una istituzione ecclesiastica. La scorsa settimana il priore Maurus Krass si è dimesso dal suo incarico per non aver informato le autorità ecclesiastiche sulle accuse di abusi tra il 2003 e il 2005. Lo stesso ha fatto il direttore della scuola, padre Barnabas Boegle. Inoltre, tre religiosi del monastero di Wechselburg, in Sassonia, sono stati sospesi per accuse di abusi relative al periodo in cui hanno vissuto nel monastero di Ettal. Ad oggi si contano 20 denunce sporte da ex allievi nei confronti dell’istituto di Ettal; quattro preti sono sospettati di essere coinvolti nello scandalo.
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