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E’ con l’ormai storia coppia artistica Glauco Mauri – Roberto Sturno, il nuovo appuntamento del Teatro Valle di Roma con le monografie teatrali.
Nelle ultime stagioni Sturno e Mauri hanno indagato la dualità del quotidiano, i grandi temi della vita, per sondare prima il rapporto tra freddo razionalismo e senso di colpa nel ‘Delitto e Castigo’ di Dostoevskij, ricostruire poi la tragica parabola dal senso d’onnipotenza alla caduta del ‘Faust’ di Goethe, ed affrontare infine il dilemma tra dubbio e fede ne ‘Il Vangelo secondo Pilato’ di Eric-Emmanuel Schmitt.
Al Valle, Mauri e Sturno tornano con una nuova produzione, ‘L’inganno’ (Sleuth) di Anthony Shaffer che, nel segno del giallo, spinge alle estreme conseguenze il gioco tra verità e finzione, sul filo dell’ironia, tra dramma, comicità e farsa feroce, con sorprendenti colpi di scena.
Per ripercorrere, alla vigilia dei suoi ottant’anni, i sessant’anni di carriera di Mauri, in gran parte condivisa con Sturno, lunedì 15 marzo (ore 17) l’artista terrà una Lectio magistralis per gli allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e per tutti gli spettatori. Cuore di questa monografia, un inedito omaggio di Glauco Mauri a Samuel Beckett: l’attore, pioniere dell’autore irlandese in Italia, presenta lunedì 22 marzo (ore 20.45) la sua interpretazione d’oggi de ‘L’ultimo nastro di Krapp’, che rimanda nella voce registrata a quella storica del ‘61 diretta da Franco Enriquez, seguita dalla proiezione video della messinscena di ‘Atto senza parole’ diretta da Enrico d’Amato, con la regia televisiva di Luigi Di Gianni.
La lunga storia teatrale di Glauco Mauri sarà infine ripercorsa attraverso una rassegna di proiezioni video di alcuni tra i più importanti spettacoli dell’artista, capace di confrontarsi con Beckett e con Goldoni, come con Shakespeare, Eschilo, Cechov, Schiller o Brecht, in un percorso contraddistinto dalla passione per la parola d’autore che prende corpo in scena (Sala Capranica – dal 10 al 26 marzo, ingresso libero).
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