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Le parole del Premier. Berlusconi a Roma: ‘Entro fine legislatura meno tasse’.
Il popolo del centrodestra in piazza San Giovanni a Roma. Il Premier: è ancora una scelta di campo, siamo qui per reagire agli attacchi dei giudici e della sinistra, per la democrazia e per non essere spiati; basta pollai in tv e processi farsa. Presentati uno a uno i candidati che poi giurano sul ‘Patto perl’Italia’.
Sul palco anche Bossi: con questo governo faremo le riforme. Alla testa del corteola candidata alla presidenza della Regione Lazio per il centrodestra, Renata Polverini, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e diversi ministri del governo Berlusconi che sostengono uno striscione su cui compare la scritta ‘L’amore vince sempre sull’odio’. Presenti i ministri Angelino Alfano, Andrea Ronchi, Renato Brunetta, Stefania Prestigiacomo, Ignazio La Russa. Insieme a loro anche i capigruppo Pdl alla Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.
I candidati governatori del centrodestra hanno giurato di rispettare un “patto per l’Italia”, un “patto per la libertà” che, fra gli altri punti, prevede anche uno snellimento della burocrazie e una riduzione delle tasse. Silvio Berlusconi, nel corso della manifestazione di piazza San Giovanni, ha chiamato sul palco i candidati governatori e ha letto quello che ha definito un “patto per l’Italia”.
Fra i punti, Berlusconi ha citato: “l’attuazione immediata del piano casa finora ostacolato dalla sinistra, lo snellimento significativo di tutte le procedure burocratiche, tagliando le tasse e dando la possibilità di creare imprese in un solo giorno”; il “dimezzamento” delle liste d’attesa per gli esami medici e più zone verdi. Poi, i candidati hanno letto tutti insieme il giuramento: “Io di fronte a questo popolo che rappresenta tutti i moderati nel nome della libertà prendo solennemente impegno a realizzare tutti i punti del patto per l’Italia”.
L’INTERVENTO DI SILVIO BERLUSCONI
TRE ANNI DECISIVI PER ‘RIVOLUZIONE LIBERALE’ – Tre anni alla fine della legislatura. Tre anni “decisivi” per portare a termine la “rivoluzione liberale” che comprende le riforme delle istituzioni, della giustizia, del fisco e persino la vittoria su una malattia come il cancro. Silvio Berlusconi, dal palco di piazza San Giovanni, è tornato sul tema delle riforme. “Ci aspettano tre anni di lavoro: tre anni nei quali uscendo via via dalla crisi attueremo le grandi riforme”, ha detto. “Le riforme istituzionali, dalla riduzione del numero dei parlamentari, all’elezione diretta del premier o del presidente della Repubblica; la grande, grande, grande riforma della giustizia; la profonda riforma e l’ammodernamento del sistema fiscale, la questione del federalismo”. “Continueremo – ha aggiunto – con la stessa determinazione la lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. Vogliamo dare più sicurezza per i cittadini, vogliamo arrivare ad avere meno tasse, meno burocrazia, più infrastrutture e più verde. Vogliamo anche vincere il cancro che colpisce ogni anno 250mila italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri cittadini. Dobbiamo affrontare questi tre anni forti di un pieno mandato dagli italiani” perché saranno “tre anni decisivi per quella rivoluzione liberale che abbiamo promesso agli italiani”, ha concluso.
SE SINISTRA VINCE ITALIA MENO LIBERA – “Se la sinistra dovesse vincere, l’Italia sarà meno libera”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, intervenendo in Piazza S.Giovanni alla manifestazione del Pdl. “Se ci fosse stata un’opposizione democratica – prosegue – non avrebbe impedito ai cittadini di votare un partito. Noi non lo avremmo fatto”.
A TRANI SOLDI INTERCETTAZIONI GETTATI AL VENTO – Le “costose” intercettazioni fatte dai magistrati di Trani sono state eseguite “con soldi pubblici, che si sarebbero potuti risparmiare visto che contengono le stesse cose che dico in pubblico”.
ENTRO FINE LEGISLATURA VOGLIAMO MENO TASSE – Nei tre anni che restano alla fine della legislatura “vogliamo arrivare ad avere meno tasse, meno burocrazia, più infrastrutture e più verde”. Lo ha detto Silvio Berlusconi dal palco di piazza San Giovanni.
ELEZIONE DIRETTA PREMIER O CAPO DELLO STATO – Dopo il voto “procederemo con le riforme” fra le quali quella dell’elezione diretta “del premier o del presidente della Repubblica”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi dal palco di piazza San Giovanni.
BOSSI AMICO A CUI VOGLIO BENE – Un grosso applauso ha accolto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, invitato a salire sul palco di Piazza S.Giovanni dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il premier ha accolto il senatur come “un amico a cui sono legato da profondo affetto”.
AUGURI BERTOLASO PER COMPLEANNO – “Bertolaso, Bertolaso”. Un coro spontaneo della folla di Piazza S.Giovanni ha acclamato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, quando il presidente del Consiglio ha citato “i successi per la ricostruzione in Abruzzo”. Il premier ha quindi voluto “fare gli auguri a Guido Bertolaso, che oggi compie gli anni”.
QUI PER DIRITTO VOTO E PER NON ESSERE SPIATI – “Siamo qui per reagire a due mesi di attacchi ingiusti e offensivi della sinistra e dei suoi giudici, siamo qui pere per domandare che venga confermato il nostro di diritto al voto a Roma e il nostro diritto a non essere spiati”. Lo ha detto Silvio Berlusconi dal palco della manifestazione del Pdl a piazza San Giovanni
BASTA POLLAI IN TV E PROCESSI FARSA – “Volete risse e pollai sulle reti tv pagate con i nostri soldi? Volete che in tv si facciano processi farsa a chi non può difendersi?”. Silvio Berlusconi, dal palco di piazza San Giovanni rispolvera il leit motiv delle domande retoriche ai sostenitori, attaccando così alcune trasmissioni dell’azienda rediotelevisiva pubblica. “E allora non possiamo permettere che la sinistra torni al governo”, ha concluso.
VOGLIAMO SCONFIGGERE ANCHE IL CANCRO – Nei tre anni di governo che mancano alla fine della legislatura “vogliamo anche vincere il cancro”.
SINISTRA AMMANETATA AD ALLEATI PEGGIO DI LEI – La sinistra è sempre la stessa ed é ammanettata ad alleati che sono “peggio” di lei. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando a San Giovanni.
A SINISTRA UNA MESCOLANZA TERRIFICANTE – “Sono anni che la sinistra afferma di esser cambiata, ma non è vero: gli uomini sono sempre gli stessi e gli alleati che si sono scelti sono perfino peggio di loro: una mescolanza terrificante, che li vede marciare ammanettati al campione del giustizialismo, sempre pronta a cavalcare inchieste di quei magistrati politicizzati che usano le intercettazioni per scopi di lotta politica”. Lo ha detto Silvio Berlusoni dal palco della manifestazione del Pdl a piazza San Giovanni.
SIAMO TANTISSIMI IN DIFESA DELLA LIBERTA’ – “Siamo tanti, siamo tantissimi siamo le donne e gli uomini che amani la libertà e vogliono restare liberi”. Lo ha detto Silvio Berlusconi dal palco della manifestazione del Pdl a piazza San Giovanni. “Evviva, evviva, evviva”, ha esordito il premier. “Un grande, grande, grande abbraccio aa tutti grazie di essere qui e benvenuti a Roma”. Grazie di essere venuti fin qui per questa grande festa di libertà”, ha aggiunto.
SANTORO, PM, BONINO-MARRAZZO, BERSAGLI PREFERITI – Slogan contro le toghe rosse, Santoro e Annozero, Bonino e Marrazzo. Questi i bersagli privilegiati dai manifestanti oggi durante la manifestazione del Pdl a Roma. I pm: La magistratura, penale e amministrativa, è soggetto più gettonato nei cartelli: “Tribunale vinciamo uguale”, riferito al Tar del Lazio che non ha ammesso la lista Pdl Roma, e “Pm giù le mani dal presidente”, diretto ai pm di Trani. Su uno dei pullman arrivato in piazza San Giovanni in Laterano un grande striscione con scritto: ‘libera toga in libero stato’. C’é anche chi mostra cartelli con su scritto: “Viva Napolitano, abbasso le toghe rosse” oppure “Troppi come Di Pietro, pochi come Borsellino”. Santoro, Travaglio, Floris: tra i “nemici” numero uno dei manifestanti soprattutto Michele Santoro e la sua trasmissione Annozero: “Via Santoro da Raidue”, “Santoro fascista e mafioso” tra le urla in piazza. Stessi cori anche per Marco Travaglio e Giovanni Floris conduttore di Ballarò. Letto su un cartello anche “Bonino-Tonino-Travaglio mettetevi un bavaglio”. Marrazzo-Bonino: goliardici invece slogan e manifesti contro il duo Marrazzo-Bonino. Su alcuni cartelli taroccati appare Marrazzo truccato da Bonino con tanto di caschetto biondo e la domanda: “ti puoi fidare?”. E anche “da Marrazzo a Bonino, Regione in trans”, con riferimento all’inchiesta sui trans che ha travolto l’ex presidente della Regione Lazio. Popolo Viola: Definiti dai manifestanti “Nemici dell’Italia”, questa la frase urlata da chi sfilava alla vista di fazzoletti viola dalle finestre. Naturalmente tra gli slogan pro tantissimi quelli per il premier Berlusconi con in testa un “Silvio seri meglio di Giulio Cesare” e molti a favore di Renata Polverini con lo slogan “Io voto lo stesso”. Oltre gli slogan anche tanta musica: Battisti, Battiato e anche Ligabue, malgrado quest’ultimo abbia un passato da consigliere comunale di centrosinistra. Una banda ha azzardato un nostalgico “Faccetta Nera”. E all’arrivo dei cortei a Piazza San Giovanni anche l’epica Star Wars.
VERDINI: SUPERIAMO IL MILIONE – “Abbiamo superato la quota di un milione di partecipanti”. Lo ha annunciato dal palco di Piazza San Giovanni, il coordinatore del Pdl Denis Verdini riferendosi alla partecipazione ala manifestazione del Pdl.
DA MILITANTI SLOGAN CONTRO PM E TOGHE ROSSE – “Tribunale vinciamo uguale” o anche “Pm giù le mani dal presidente”. Sono alcuni degli slogan lanciati dai manifestanti del Popolo della Libertà scesi in piazza a Roma. Due sono le categorie di magistrati particolarmente invise ai militanti: da una parte i giudici amministrativi ‘colpevoli’ di aver bloccato la presentazione della lista provinciale del PdL Roma. Dall’altra invece i pubblici ministeri stigmatizzati per quello che i militanti ritengono un accanimento contro il presidente del consiglio. Su uno dei pullman arrivato in piazza San Giovanni in Laterano un grande striscione con scritto: ‘libera toga in libero stato’. C’é anche chi mostra cartelli con su scritto: “Viva Napolitano, abbasso le toghe rosse” oppure “Troppi come Di Pietro, pochi come Borsellino”.
POLVERINI, PARTECIPAZIONE OLTRE ASPETTATIVE – “C’é una partecipazione che va oltre le mie aspettative, questo vuol dire che c’é voglia di andare al voto e votare Renata Polverini”. Lo ha detto la candidata del centrodestra alla presidenza della regione Lazio, Renata Polverini, che ha aperto il corteo Pdl partito da Circo Massimo. Secondo Polverini l’esclusione della lista del Popolo delle Libertà a Roma e Provincia “é indubbiamente una ferita molto forte, perché si tratta del primo partito in termini di consenso in questa città ed in questa REgione. Come ha detto lo stesso Berlusconi – ha detto – bisogna raddoppiare gli sforzi”. “Io sono in campagna elettorale da tre mesi, è stata lunga ed intensa – ha aggiunto Polverini – per me si può votare il 28 ed il 29 di marzo, poi deciderà chi deve decidere, in questo caso la Regione Lazio”.
MELONI, QUI GENTE CHE CHIEDE DIRITTO AL VOTO – “Vedo una grande mobilitazione di popolo, di gente che crede ancora nella politica e che non si accontenta delle risposte date fino ad oggi e che chiede il diritto di esprimere compiutamente il proprio consenso”. Lo ha detto il ministro della Gioventù e presidente nazionale della Giovane Italia, Giorgia Meloni, che sta partecipando al corteo partito da Colli Albani per la manifestazione nazionale del Pdl.
MINISTRI INTONANO INNO DI MAMELI – I ministri del governo Berlusconi, che stanno partecipando al corteo del Pdl partito dal Circo Massimo, su via Labicana hanno intonato tutti in coro l’inno di Mameli. Mentre gran parte dei ministri camminava dietro uno striscione che recitava “l’amore vince sempre sull’odio”, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, “dirigeva” il coro sventolando una bandiera tricolore. Al suo fianco la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, che imbracciava la bandiera del Popolo della Libertà.
NEL CORTEO BANDIERA CON MOTTO X MAS – Uno stendardo della X Mas issato su un palo assieme ad uno de La Destra sta sfilando in via Labicana dove si snoda il corteo del Pdl. Sulla bandiera c’é anche il motto ‘Memento audere semper’, poi un teschio con in bocca una rosa su campo blu.
LA COLONNA SONORA, BATTISTI BATTIATO E LIGABUE – Doveva essere nelle intenzioni dei leader una festa di popolo e così a sottolineare questo aspetto sono scese in piazza anche le bande con le loro tipiche divise spesso accompagnate da majorettes. E’ la loro musica, i loro ottoni e il loro tamburi, a scandire il ritmo della manifestazione del PdL. Ma oltre alla musica dal vivo i camion attrezzati con altoparlanti diffondono le note di alcuni musicisti mito della destra, come Franco Battiato e Lucio Battisti, ma anche l’ex consigliere comunale di sinistra prima di essere cantante Ligabue. Quando la musica si ferma però c’é spazio per slogan vecchi e nuovi come ‘Chi non salta comunista e” e ‘Bonino, Bonino, vattene via’.
‘TAROCCHI D’ITALIA’, PARTE CORTEO COLLI ALBANI –
E’ partito da largo Colli Albani uno dei due cortei che arriveranno a piazza San Giovanni a Roma dove si svolgerà la manifestazione nazionale del Pdl alla quale parteciperà anche il premier Silvio Berlusconi. Ad aprire il corteo un grande striscione, sorretto da palloncini azzurri con la scritta: “tarocchi d’Italia”, che raffigura tra gli altri Antonio Di Pietro e Emma Bonino. All’inizio del corteo presente anche uno striscione con la scritta ‘dal governo del fare alle regioni del fare’.
CAPEZZONE, D’ALEMA SU GINOCCHIA TOGLIATTI – “Massimo D’Alema, culturalmente e politicamente, sta ancora sulle ginocchia di Togliatti. I decenni passano, ma la doppiezza e il disprezzo per gli avversari restano purtroppo immutati. Davvero i comunisti non cambiano mai, anche se diventano presidenti del Copasir”. Lo afferma il portavoce del Pdl Daniele Capezzone.
DI PIETRO, RISPETTO LA PIAZZA NON IL GOVERNO – Il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, intervenuto a Mantova, ha ribadito di “rispettare chi oggi scenderà in piazza a Roma” ma di “contestare il fatto che ad organizzare la manifestazione sia un governo che dovrebbe, invece, garantire ciò che la gente chiede, e cioé lavoro, sicurezza e tutela dell’ambiente”. Ha, quindi, criticato la politica del centrodestra che: “Sta riducendo sul lastrico la gente, mentre serve una politica che utilizzi le risorse a disposizione per aumentare gli ammortizzatori sociali e che metta in primo piano la sanità e la scuola pubbliche rispetto a quelle private”. Di Pietro ha così concluso: “C’è bisogno di riportare serenità in Italia e, soprattutto, serve un governo democratico perché non credo che quello che c’è oggi lo sia visto come imbavaglia il parlamento, la stampa e i giudici”.
LA PIAZZA E QUELLA TRENTINA DI CARTELLE SU PODIO – Una trentina di cartelle per ricordare quanto fatto dal governo e quanto intende fare nei tre anni che lo separano dalla fine della legislatura. Il discorso che Silvio Berlusconi ha preparato per la manifestazione di piazza San Giovanni non riserva grandi sorprese. Ciò non significa che dal palco non possano emergere novità. Berlusconi ama andare a braccio: nei comizi, solitamente, il testo gli serve solo da canovaccio, da promemoria. Ancora più spesso rimane sul podio senza neanche essere sfogliato.
Con lui i fuori programma sono la norma, soprattutto quando davanti si trova una piazza gremita. I contenuti del suo intervento possono comunque offrire una traccia di ciò che dirà. Ieri sera il Cavaliere ha riunito i più stretti collaboratori per limare ed ‘asciugare’ il discorso. A palazzo Grazioli, fra gli altri, c’erano Gianni Letta, Paolo Bonaiuti, Sestino Giacomoni, Valentino Valentini. Nell’intervento, almeno stando a chi ha potuto leggerlo, ci sarebbero gli inevitabili passaggi sui pm politicizzati e sui magistrati che hanno impedito la presentazione delle liste del Pdl. L’attacco alla sinistra, la contrapposizione fra chi ama e chi odia. Diverse pagine sono dedicate a quanto fatto dal governo: dall’emergenza rifiuti, all’Abruzzo, dalle misure anti-crisi agli aiuti per chi è rimasto senza lavoro. Segue il programma del governo per il dopo voto.
L’elenco delle riforme non cambia: giustizia, intercettazioni, fisco, ma anche istituzioni. Ieri ha parlato di elezione diretta del presidente della Repubblica; qualche sera fa, a cena con i deputati, di ‘premierato’. Ma al di là dell’assetto istituzionale, evidentemente ancora poco chiaro, l’intenzione è quella di porre l’accento sulle tante cose che restano da fare e dunque sull’importanza di non indebolire la maggioranza con un risultato negativo alle regionali. un implicito appello al voto per evitare il rischio astensionismo.
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