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“Culattoni e lesbiche”, così consigliere leghista contesta la mozione sui diritti dei gay, poi le scuse.

15 mag
2010

A Padova un consigliere provinciale della Lega nord in aula si pronuncia contro una mozione sui diritti dei gay parlando di “culattoni e lesbiche”, scoppia la polemica e lui si scusa: “Mi spiace, non avevo nessuna intenzione di offendere. Il tono era scherzoso, parlo spesso a braccio e ‘me piase dir qualche parola in veneto’. Il mio è lo stile dei leghisti come Gobbo e Gentilini”.

Così si giustifica Pietro Giovannoni – consigliere provinciale di Padova, nonché presidente del Consiglio comunale di Vigonza – di fronte alle reazioni suscitate dalle sue parole. E dalle pagine del Mattino di Padova promette che non succederà più: “Eviterò di usare questi termini, il mio era solo un modo di sintetizzare l’universo non eterosessuale. Ho amici nel Pd a Vigonza che riderebbero se pensassero che io avessi voluto mancare di rispetto a qualcuno”.

La mozione presentata da un consigliere del Pd non è passata (per centrodestra e Udc, “non è una priorità, meglio un documento che parli di tutte le forme di discriminazione”), ma la discussione ha scatenato la bufera. Nell’opposizione, un consigliere dell’Idv smorza i toni anche se non giustifica il collega del Carroccio: “Ha detto quelle parole senza enfasi – sottolinea Franco Nibale – Rimane però una cosa inaccettabile”.

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