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“Devi morire, sei una malata”. Il messaggio, insieme ad altri molto simili e sempre minatori, è stato ricevuto in questi giorni da Maura Chiulli, responsabile nazionale di Arcigay alla Scuola, ai giovani e alle Politiche di genere. Messaggi privati, ma anche pubblici, su Facebook, sulla bacheca del gruppo dedicato al libro “Maledetti froci e maledette lesbiche”, sulle violenze omofobe avvenute in Italia nel 2008 e 2009, scritto dalla stessa Chiulli. “Penso si tratti di due o tre persone – spiega la responsabile di Arcigay, che domani presenterà il suo libro a Roma – Cambiano il profilo, e mandano messaggi contro di me e la mia compagna, dandomi della malata e insultandomi”. “Una situazione non sopportabile, da parte di chi si occupa di omofobia”, osserva la Chiulli, che si è messa già in contatto con il responsabile legale di Arcigay Roma, Daniele Stoppello. “Stiamo valutando se procedere – dice – C’è anche l’ipotesi di stalking, essendo i messaggi ripetuti nel tempo”. (omniroma.it)
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