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Anche Alessio De Giorgi, imprenditore e proprietario di numerose società di servizi rivolti al mondo Lgbtq, dopo Aurelio Mancuso, Presidente dell’Arcigay ed a numerosi altri esponenti del mondo omosessuale, solidarizza con Dino Boffo, oggi dimessosi dal quotidiano della Cei ‘L’Avvenire’ ed al centro dell’Affaire aperto dalle rivelazione fatte da Il Giornale di Feltri. In una sua nota dichiara: “Il maldestro tentativo di outing del direttore del Giornale Feltri verso quello dell’Avvenire Dino Boffo, non può che spingermi a solidarizzare con quest’ultimo. La pratica di rivelare l’orientamento sessuale di qualcuno può, al massimo e nei limiti della libertà di opinione altrui, essere portata avanti da una personalità pro-gay o da una stessa associazione gay, non certo dal direttore Feltri”
“Se anche Boffo fosse gay – prosegue De Giorgi -, colpirlo perché ‘ha osato criticare il presidente del Consiglio nonostante la sua omosessualità’ è inaccettabile. La libertà di stampa non può certo travalicare la libertà di opinione di nessuno.”
“Seppure le posizioni di Boffo non siano certo le mie – conclude il direttore de Giorgi – l’operazione ‘dagli al gay’ messa in piedi da Feltri è indegna di un paese civile e offende una comunità lgbt che, tra l’altro, si trova sempre più a fare i conti con l’omofobia delle bombe carta e dei pestaggi”.
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