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Abbiamo formulato una serie di domande dirette al candidato presidente nazionale dell’Arcigay Paolo Patanè che, a suo tempo, si era detto disponibile a risponderci e che ringraziamo anticipatamente per la gentile attenzione. Eccole:
1 – Paolo Patanè, vuole presentarsi? Qual’è la sua professione? Da quanti anni è in Arcigay e da quanto tempo è tra i dirigenti siciliani?
2 – Perchè si è candidato a Presidente dell’Arcigay e perchè insieme a Luca Trentini?
3 – Da qualche tempo circola un certo chiacchericcio che la riguarda circa il suo passato politico non propriamente di sinistra ed inoltre circola anche la voce che lei sia stato militante in Alleanza Nazionale ma lei, sempre in un’intervista ha dichiarato che : “La mia formazione è di sinistra ma ho sempre avuto un dialogo franco ed utile anche con la destra”. Vuole dire una parola definitiva per chiudere l’argomento?
4 – Senza entrare nei massimi sistemi o in una sorta di ‘ideologia dell’omosessualità’ oggi l’Arcigay o imbocca una svolta decisa dal punto di vista culturale e manageriale oppure, secondo il parere di molti è solo un morto che cammina, lei oltre a tanta buona volontà che competenze è in grado di portare per assicurare questo fondamentale cambiamento e concretamente, visto che in lei molti hanno individuato uno spirito prammatico, qual’è il suo progetto?
5 – Ci vuole raccontare che ha fatto in questi anni in cui all’interno del Consiglio Nazionale dell’Arcigay ricopriva un ruolo di particolare importanza come quello di responsabile alla salute?
6 – Che opinione ha dei media Lgbtq? Le sembrano sufficientemente autorevoli e rappresentativi in questo scorcio di terzo millennio?
7 – Quest’estate una polemica abbastanza vivace ed infuocata è quasi arrivata ad accusare la passata gestione dell’Arcigay di inettitudine ed incapacità. Cosa ne pensa?
8 – ‘Distinti distanti’ è stata l’azione con cui l’Arcigay ha tentato di affrancarsi dal sistema partitocratico, lei è d’accordo e se sì quali azioni intende mettere in campo
9 – Spesso nelle sue interviste parla di media e comunicazione significa che ha delle specifiche competenze o conoscenze che quindi potrebbere mettere a disposizione?
10 – Non le sembra che l’Arcigay sia notevolmente in ritardo sulla tabella di marcia, se si guardano altre realtà europee ed internazionali, su un progetto di comunicazione integrata. E’ nei suoi piani metterlo in atto? E se sì con che modalità?
11 – Molti auspicano la nascita di una federazione tra le eterogenee realtà Lgbtq del nostro paese dando così vita ad un vero movimento italiano. Lei cosa ne pensa? E non teme che libero dal dover gestire malumori interni di quello che oggi viene giudicato un carrozzone soffi all’Arcigay l’iniziativa politica e culturale ed anche il rapporto con le istituzioni svuotandola di autorevolezza e rendendola così solo uno scatolone vuoto?
12 – Il pride a Napoli? E’ d’accordo oppure ha un’alternativa? E se è d’accordo come lo vedrebbe?
13 – Europride, molti vogliono sedersi per mettere mano al Pride Nazionale ma nessuna voce si alza chiedento la stessa cosa per l’Europride del 2011 che, stante le cose parrebbe unicamente gestito dal Circolo Mieli di Roma. Ha qualcosa di dire in merito?
14 – Ultima domanda, cosa farà nei suoi primi 100 giorni se verrà eletto nuovo presidente nazionale dell’Arcigay?
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