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Il Circolo Mario Mieli scrive a Gaynews24 senza rispondere alle sue domande e accende una polemica sui toni.

7 dic
2009

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Per pretendere si devono possedere i giusti livelli di eleganza, opportunità e soprattutto pertinenza. Con questo incipit penso di aver già chiarito a voi della redazione di Gaynews24 che non è con le pretese che si ottengono spiegazioni, così come avanzate nel vostro “appello” al Mieli a chiarire i propri e interni due appuntamenti elettorali ravvicinati. Mi auguro sinceramente che dell’appello suddetto il tono sia stato un incidente, così come un po’ avventate le considerazioni, anche perché non vi è mai stato alcun motivo di attrito fra il Mieli e il vostro sito, e dunque aggressività e malizia non hanno ragion d’essere. In questo senso non è opportuno e giustificato pretendere. Così come non vi è pertinenza, nel senso di titolarità alla pretesa: Il Mario Mieli è una associazione privata, non un ente pubblico, ha dunque modalità privatistiche e non pubblicistiche. Questo vuol dire che per ogni dinamica interna di qualunque natura (organizzativa, tecnica, economica, politica, umana, socializzante) una associazione risponde ai suoi soci e questi all’associazione. Quello che poi una qualunque associazione produce e rivolge al suo esterno, solo questo è oggetto di responsabilità, credibilità e affezione verso terzi. Se così non fosse, non si rispetterebbe l’autonomia di una associazione, ma se vogliamo l’autonomia di qualunque aggregazione privata, sia questa una azienda, un partito, un sindacato, una famiglia, una chiesa, una coppia etc. La tendenza a inserirsi in ciò che volutamente non si sceglie o si condivide, è un mal costume che in questi ultimi tempi è moda esacerbante, e in Italia certamente ai più svariati livelli. Ma c’è anche una motivazione, diciamo tecnica ed essenziale, che indica come solo chi sceglie di partecipare a una associazione è titolato a pretendere di conoscerne e determinarne accadimenti e destini: costui o costei ha, cerca e condivide tutte le informazioni, i confronti e le decisioni con tutti coloro di quella entità, che parimenti si muovono con uguali modalità e nozioni, cercando e raggiungendo opinioni, condivise o difformi. Chi sceglie di stare fuori ovviamente non può sapere, non è presente e non può confrontarsi: quindi presume e si fa una sua idea. Cosa ovviamente più che lecita e naturale; meno lecito è affannarsi nella illazione e nello “sputtanamento”. Chi, non essendo parte in causa, si esercita in “voci malevole, e incontrollate” o non sa come passare il tempo, o vuole danneggiare quel che non vuole gli appartenga. In entrambi i casi fa due inutili fatiche. Chi invece è parte in causa, ma smette di perseguire le democratiche dinamiche interne di confronto, svociandosi all’esterno per sollevare alla fine solo maldicenza, fa due fatiche uguali e inoltre sceglie di porsi al di fuori di quella associazione.

Tutto ciò viene spiegato assolutamente non in polemica con il vs sito, ma solo per affermare normali logiche. Se il Mario Mieli ha scelto un basso profilo per vivere una sua dinamica di confronto è esattamente perché esso era interno, comprensibile solo all’interno, componibile e democraticamente svolto. Il fatto che pochissime voci interne si siano levate rumorosamente all’esterno è fisiologico, ma è anche esattamente la vigorosa conferma di ciò. Quindi è coerente anche che gli “attori principali” non abbiano sentito la necessità di farne pubblici proclami. Chiaramente qualcuno non condividerà quello che scrivo, ma la realtà finale ed essenziale è che la stragrande maggioranza del Mieli, compresi i vari protagonisti delle due elezioni, ha scelto con serietà e sanità di risolvere le difficoltà interne, di rimanere a vivere e supportare l’associazione, e di tutelarla senza sprecare fiato in spiegazioni incomprensibili, per chi non ha vissuto il confronto, e che si sarebbero tramutate solo in puerili pettegolezzi. Dimostrazione di forza dunque, che comprende le legittime differenze di idee interne. Nessun pubblico psicodramma e meno che mai una farsa.

Per quello che poi mi riguarda in cinque anni passati di presidenza del Mieli non ho mai perso un minuto del mio tempo in polemiche che non avessero uno scopo pratico o politico da raggiungere e avendone i titoli per farlo. Per questo non mi sono mai permessa di intromettermi in dinamiche interne di altre associazioni, gruppi, aziende o giornali; non ho mai pensato che le cose si affrontano chiamando i tifosi delle altre squadre o vivendo come battitori liberi, che non ne trovano mai una propria; infine non cado nelle provocazioni mirate a creare confusione. E in questo l’associazione che rappresento mi assomiglia in modo straordinario. Capisco che sembrerò un po’ antica, poco appetibile mediaticamente, invisibile nel circo del vocìo del web, ma questo è il mio stile e quello del Mieli. Immutato e trasparente.

Infine per tranquillizzare chi comunque non si sente tale, nonostante queste mie parole, informo che entrambe le due elezioni del Consiglio Direttivo del Mieli, che si sono svolte in questi due mesi, sono state legittime e regolari, così come legittimi e regolari sono stati i vari eletti e i due presidenti, che si sono avvicendati.

Ribadendo che non v’è alcuna acredine nei vs confronti, con sincera simpatia vi saluto e resto, con tutto il Mieli, sempre disponibile a collaborazioni e confronti.

Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

La nostra risposta alla Presidente Praitano.

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