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L’Arabia Saudita rivede le sue leggi capitali anche nei confronti degli omosessuali.

20 gen
2010

L’Arabia Saudita segue un’interpretazione rigida della legge islamica, e prescrive la pena di morte per omicidio, stupro, rapina armata, traffico di droga, stregoneria, adulterio, sodomia, omosessualità, rapina su autostrada, sabotaggio, apostasia (rinuncia all’Islam)
12 gennaio 2010: il Consiglio della Shura dell’Arabia Saudita ha approvato un emendamento alla Legge di Procedura Penale che rende piu’ difficile emettere condanne a morte.
La nuova disposizione votata dal parlamento consultivo saudita prevede che per pronunciare la massima pena il voto dei giudici debba essere unanime e non più a maggioranza, come invece richiesto dalla normativa vigente.
Inoltre l’emendamento prevede che le condanne a morte, il taglio della mano o punizioni simili non possano essere eseguite senza l’approvazione – unanime – della Corte Suprema.
La modifica ha trovato ampi consensi in seno al Consiglio della Shura, dove 92 dei 150 membri hanno espresso parere favorevole.
L’Arabia Saudita segue un’interpretazione rigida della legge islamica, e prescrive la pena di morte per omicidio, stupro, rapina armata, traffico di droga, stregoneria, adulterio, sodomia, omosessualità, rapina su autostrada, sabotaggio, apostasia (rinuncia all’Islam).
Sono almeno 102 le persone giustiziate nel 2008 in Arabia Saudita.

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